adios amigos

6 Agosto 2007 1 commento

tram numero 5.

23 Luglio 2007 3 commenti

il giorno della famigghia.

13 Maggio 2007 5 commenti


non capisco.
cioè, veramente.
se uno leggesse davvero il vangelo scoprirebbe che gesù era un comunista. peccato che la chiesa abbia frainteso il messaggio.
anni fa io ero cattolico, mi incazzavo contro la chiesa perché vedevo un sacco di contraddizioni. poi ho capito che dio non esiste e quindi da ateo non mi incazzo più nei confronti della chiesa. ma mi incazzo nei confronti di quei cattolici non critici, quelli che si dovrebbero sentire USATI da un’istituzione che fa leva sui loro bisogni. alla fine io riesco a trovare un senso nella mia vita anche senza la religione. ma capisco anche chi non riesce a concepire l’idea della morte e vuole trovare consolazione in qualcos’altro. per questo io mi domando… che senso ha essere cattolici con questa istituzione-chiesa?
quello che non capisco è… dov’è finito il messaggio di gioia, pace, fratellanza, rispetto?
io da peccatore senza dio mi sento molto più vicino a questo tipo di messaggio evangelico (cazzo, sono ideali progressisti e molto più a sinistra dei DS!) che non il milione in piazza ieri. quello che salta fuori, nella chiesa di oggi (e la storia nn ha insegnato nulla, crociate e inquisizioni comprese) è un messaggio di divieti, paure, frustrazioni, imposizioni. un rifiuto di chi è diverso.
che poi quelli in piazza ieri sono gli stessi che non divorziano perché se no la gente cosa dice.
sono gli stessi che dopo 10 anni che stanno insieme di sposano “perché dopo 10 anni o ti lasci o ti sposi”
sono gli stessi che fanno figli perché il matrimonio è in crisi e poi li usano per risolvere i loro problemi.
sono gli stessi che sono dei falliti e vogliono giustificare il loro fallimento.
sono gli stessi che sono INVIDIOSI! perché sanno che 2 persone dello STESSO sesso potrebbero essere molto più felici di loro.

non lo so. io provo un grande rispetto per i cattolici che sono schifati da quello che sta succedendo, perché il messaggio evangelico è stato traviato.
provo però una rabbia immensa nei confronti di quelli che pendono dalla bocca di un papa nazifascista e si lasciano strumentalizzare da politici ipocriti e corrotti (moralmente e fisicamente).

che schifo.

La settimana della moda #4

11 Maggio 2007 3 commenti


pd bestemmia porco partito democratico dio moggi cupola preti chiesa scoula droga giovani zoccole family day dico pedofilia mastella giustizia sansilvio appello prescrizione spazio pianeta gemello partiti gemelli gemelli ai polsini ricchezza soldi sicurezza poliziotto di quartiere genova processi stupro bambini doping banlieu sarcazzi&segaioli festa della mamma asilo un due tre stalla maurizio costanzo enzo biagi milena gabanelli maria de filippi zanzare vespa mestolo scarpone ilpiccolosammy report matrix ilpiccolotommy studioaperto un cucciolo salvato da morte certa tette culo cazzo figa pipì pupù acciderbolina strumentalizzare tabaccai fumo alcol droga bugia verità informazione disinformazione libertà di stampa luoghi comuni cerchiobottisti del cazzo scandalizziamoci tutti perché ci sono pedofili a piede libero e chissenefrega se le prove non ci sono perché noi benpensanti siamo buoni bravi andiamo in chiesa e non sbagliamo mai possiamo giudicare perchè conosciamo la verità vomito guerra pace bombe fioriblu nemici amici amici nemici supporto libertà cultura rispetto complessidisuperiorità petrolio acqua energia midiconolachimicafaschifo tavolaperiodica elementalriddle idrogeno azoto carbonio calcio inter scudetto scudo crociati balena bianca democratico partito porco bestemmia pd.

non so voi ma io c’ho un po’ paura.
Riferimenti: photo: NOVUS ORDO SECLORUM by Dario Arcidiacono

loneliness.

10 Maggio 2007 7 commenti


ieri sera passeggiavo guardando un cielo pazzesco.
non c’era molta gente in giro.
una ragazza portava a spasso un cane.
un tipo in giacca e cravatta camminava velocemente.
un ragazzo portava a spasso un cane.
un cane enorme portava a spasso una ragazza.

quello che mi ha stupito della scenetta era che TUTTI stavano parlando al telefono.
mi sto rendendo conto che ormai stiamo perdendo il contatto con noi stessi, abbiamo sempre bisogno di fare qualcosa che non ci faccia pensare, perché pensare è faticoso. e pericoloso.
perché spopolano così i reality? perché la gente non vuol vivere la propria vita, non vuole mettersi in discussione. e così vive quella degli altri.
parlo di quelli che escono al mattina parlando al cellulare, poi 8 ore di lavoro, poi palestra (tapis roulant davanti ad uno schermo tv), poi fuori in discoteca dove non si parla, poi a letto. gente che non trova 5minuti per stare da sola a pensare. che ha paura di pensare.
un mi compagno di classe al liceo (uno sempre in vena di cazzate) alla mia domanda “perché fai sempre il cazzone?” rispose “io non penso. perché se penso mi deprimo”.
rimasi un po’ interdetto… e pensai che probabilmente è una grande verità.

e se avessero ragione loro? nel dubbio io sono felice di tenermi la mia vita, con le mie depressioni, le mie debolezze e tutto il resto. consapevole che il piacere che le piccole cose mi danno sarà immenso rispetto alle felicità di cartapesta che loro possono vivere.

indifferentemente.

6 Maggio 2007 4 commenti


anche oggi 2 autombe in iraq. 50 morti. perché ormai è normale?
noi benpensanti che ci scandalizziamo tanto per kate moss che si fa una striscia (e saran pure cazzi suoi!) ormai non ci accorgiamo più di tutto il resto… cosa sarà mai un altro attentato in iraq? ce n’è uno al giorno… l’iraq, felice di avere la nostra democrazia. noi che li abbiamo liberati da quel dittatore che sempre noi gli avevamo imposto e finanziato.
perché non riusciamo a capire che non c’è nessuna differenza tra l’invasione dell’iraq e gli spagnoli che distrussero le splendide civiltà centroamericane?
siamo tutti colpevoli, anche noi che ci dichiariamo sempre antiamericani, di sinistra, progressisti. anche noi che parliamo tanto e in fin dei conti facciamo poco.
mi vergogno di quello che stiamo diventando, provo imbarazzo per la normalità della violenza, che viviamo sulla nostra pelle.
ci fanno orrore il tabaccaio ucciso da 2 balordi, o una rapina nella villetta, ma i 50 morti di oggi in iraq sono cosa normale. ordinaria. in fin dei conti nessuno di noi ha provato ad essere bombardato per anni da missili. ha provato l’embargo. ha provato la sensazione di precarietà quotidiana.
i veri eroi sono le donne di bagdad che vanno a far la spesa tutti giorni, sapendo che potrebbe essere l’ultima cosa che fanno.
i veri eroi sono quelli che sacrificano la propria vita negli ospedali di guerra, che curano vittime e carnefici senza pregiudizi.
i veri eroi sono quelli che ancora hanno lacrime per la gente che muore per colpa della nostra indifferenza. Gramsci diceva che “L?indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita”.
e io, oggi più che mai, mi vergogno della mia indifferenza.

la bemolle.

3 Maggio 2007 1 commento


Era stamattina, ne sono quasi certo, bjork mi diceva “And if you complain once more you’ll meet an army of me” mentre aspettavo il 44 con le mani in tasca e il cappuccio sugli occhi in puro *fishbone myself old style*.
Era stamattina e quello a cui stavo pensando è il la bemolle.
forse è amore per miles davis ma proprio non riesco a chiamarlo sol diesis.
pensavo agli esercizi di ritmica sul basso, una nota. una sola. a tempo. non ascoltare il metronomo e lascia che il dito sfiori la corda e scivoli sul bip. non inseguire il metronomo, è il metronomo che pulsa sulla tua nota. quarti ottavi sedicesimi. più lenti sono più è difficile. tempo ritmo. nella testa, prima che sul basso. mai dopo il metronomo. sei tu che hai chiaro tutto. la chiave è l’uno. i quattro quarti sono la liscia conseguenza, se nella tua testa hai l’uno poi posson partire anche i nove ottavi.
uno
e quello che segue è il tuo delirio, di nota singola. ritmo. la bemolle.
uno
è la battuta, nella tua testa deve essere chiaro l’uno, tutto il resto è fuffa, il metronomo è una conferma, mai una guida.
uno
scivola sulla quarta corda indice medio indice medio seguo le battute sulla carta. sempre la stessa nota.
uno
è l’uno che mi martella la testa. che poi diventan sincopi o terzine o double croche o quart de soupir non è più un mio problema. lo so fare.
uno
del la bemolle la cosa strana è che se devo pensare alla sua terza minore mi vien da dire do bemolle, anche se il do bemolle suona come il si.
uno
forse cesare sarebbe fiero di me. con tutto che stasera sto bigiando lezione.

“io continuerò ad attaccare sull?uno, amico mio, sto solo cercando di far sì che la mia musica continui ad attaccare sull?uno, ad attaccare sull?uno ogni giorno che suono. Attaccare sull?uno. Arrivederci” (Miles Davis)

abrasione.

1 Maggio 2007 5 commenti


del primo maggio due mille più sette la cosa più strana è che scrivo un post.
festa dei lavoratori ma pulisco casa.
perché m’annoio.
perché mi rilassa.
ascolto buona musica e respiro a pieni polmoni il detersivo per pavimenti al limone.
ci fosse un sole serio e non questa fotocopia scolorita, beh, probabilmente in questo momento sarei sdraiato al parco, leggendo un libro di paul auster, a complimentarmi per l’ottima scelta di passare il primo maggio a sonnecchiare all’aperto.
niente computer, niente internet, niente telefono, niente cagacazzo.
un libro, magari il lettore mp3.
dopo 4 giorni di ponte appare sbiadito il ricordo dell’ufficio, fogli di carta e scatoloni ovunque, rumore di ventole di pc.
tutto ciò che devo fare è trovare un briciolo di forza, per reagire all’apatia che si insinua sottopelle, a tradimento, come al solito.
anche per scrivere.
cheppoi fondamentalmente è ciò che mi manca. veder comparire le parole, nere, una dopo l’altra, su uno schermo troppo bianco. vedere che i miei pensieri prendono forma e colore, una loro dimensione personale, che non è nessuna delle tre canoniche e non è la quarta perché il tempo è relativo.
così quello che succede è che mi si affaccia nella mente il pensiero di qualche scritta su un muro, una foca e un paio di pinguini, qualche manifesto underground.
un post inutile, me ne rendo conto.
inutile come tanti in passato, ma tuttosommato il solito post inutile che mi fa sentire vivo.

allora giusto un bel pezzo tanto per gradire.
è dei the jam.
è bellissimo.
si intitola scrape away.
l’ha scritta paul weller. ci sarà un perché.
cerco di suonarla da mesi. prima o poi ce la farò.

Your twisted cynicism – makes me feel sick -
Your open disgust for ‘Idealistic naive’
You’ve given up hope you’re jaded and ill
The trouble is your thoughts a catching disease
Ooh – you need to get away -
Ooh – you need a change of pace -
Because you’re all dried up and you don’t believe
You reckon I’m dreaming when I say I still feel real
You say you work for yourself and its the only way
But I look at you talking and to me you just scrape away -

What makes once young minds get in this state,
Is it age or just the social climate
You’re talking like some fucking hardend MP
You’re saying power’s all!
And it’s power you NEED!

Ooh – you need to get away -
Ooh – you need a change of place -
Because you’ve given up on hope -
You’re emotionless -
You’ve no need for love it’s just hate, hate, hate.
But I look at you shaking and it is you -
who is scraping away

You who is scraping away.

mi piace l’odore di asfalto bagnato.

30 Aprile 2007 4 commenti


mi piace l’odore di asfalto bagnato in questo lunedì contornato da vacanza. mi piace l’odore di asfalto bagnato e il rumore della pioggia sui vetri. mi piace sorridere nonostante ci siano motivi per non farlo. mi piace uscire, fare un salto in libreria con la mia maglietta preferita le scarpe slacciate e la solita felpa col cappuccio. mi piace ascoltare tom waits mentre scrivo e mi piace il profumo della cena sul fuoco. mi piace pensare che esistono dei momenti perfetti in cui puoi apprezzare la pioggia, la musica, la cena, una maglietta, la pioggia, l’asfalto. mi piace sapere che a volte non c’è bisogno di nient’altro. mi piace l’idea che domani posso dormire fino a tardi, senza sensi di colpa. mi piace la voce di whiskey e blues di tom waits che canta temptation e quasi quasi mi metto a ballare nella stanza. peace.

fishback.

26 Marzo 2007 8 commenti

passi gli ultimi anni a cercare di capire cosa è fishbone rispetto a fab e poi ti scopri a perdere di vista chi è l’uno e chi è l’altro. ti sposti oscillando tra la nebbia e la pioggia, senza trovare un attimo di respiro, soffochi nell’ansia del momento, incapace di dormire, incapace di vegliare. a fishbone fotte sega, è fab quello nelle immerso situazioni. fab ride, fishbone è incazzato. fishbone ascolta i sonic youth, si estranea, guarda il cielo e respira forte. ma dov’è fab in quel momento? fab vorrebbe darsi pace, smettere di pensare, chiudere gli occhi e dormire, sentirsi sfiorare con spontaneità e semplicità. Ma dov’è fishbone in quel momento? è come se ci fosse un ricambio emotivo, uno scambio del personaggio sempre nel momento sbagliato. stamattina ascoltavo Y-Control degli Yeah Yeah Yeahs. ma nella mia testa è magicamente apparso un residuo mnemonico sepolto da un sacco di tempo: un concerto dei Blonde Redhead, una metropolitana mezza vuota, la valigia per monaco. è l’associazione di idee, un sogno che ti lascia stranito. paranoia? a volte, a volte invece è soltanto bisogno di sentirsi al sicuro, di sentirsi accarezzato. vibra una corda del basso, davanti a me scivolano facce e sorrisi, nelle orecchie ci sono le voci e il profumo, cazzo, il profumo nelle narici, il profumo di quando sai esattamente cosa sta succedendo, di quando hai le idee chiare e anche se le situazioni ti rimbalzano addosso senza ordine senza perché senza motivo tu riesci a stare in piedi. dov’è finito fishbone? dov’è finito fab? perché in questo momento c’è solo un ibrido un po’ stronzo che non riesce a sollevarsi? era tutto così semplice, tutto così pulito. eppure all’esterno non è cambiato un cazzo, il capo dice le stesse cose, il lavoro è demotivante quanto allora, ma le mie dita scorrevano veloci sulla tastiera, perché fishbone e fab erano lì, scrivevano insieme: il 28 dicembre 2005, un anno e 3 mesi fa, su questo stesso blog appariva fuffa-fuffa

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